Confronti

Stripe vs PayPal per pagamenti online in Italia: confronto per e-commerce e SaaS

Accettare pagamenti online in Italia richiede un gateway affidabile, commissioni trasparenti e integrazione semplice. Stripe e PayPal sono i due più usati — ma servono esigenze diverse.

📅 2025-10-19 ⏱ 6 min di lettura

PayPal: familiarità e fiducia del consumatore italiano

PayPal è il metodo di pagamento online più riconosciuto in Italia. I clienti si fidano del brand. Commissioni: 3,4% + 0,35€ per transazione. Ideale per e-commerce B2C con clienti che preferiscono non inserire dati carta su siti sconosciuti.

Stripe: flessibilità e integrazione per sviluppatori

Stripe offre API moderne, abbonamenti ricorrenti nativi, pagamenti con carta senza redirect, supporto SEPA Direct Debit. Commissioni: 1,4% + 0,25€ per carte europee. Ideale per SaaS, abbonamenti, web app con pagamenti integrati.

Confronto commissioni su volumi tipici PMI

Su 10.000€/mese di transazioni: PayPal costa circa 370€, Stripe circa 165€. La differenza cresce con il volume. Per e-commerce ad alto volume, Stripe è significativamente più economico. Per conversion rate B2C, PayPal può compensare con tassi di completamento superiori.

La strategia migliore: usarli entrambi

Per e-commerce B2C italiano: offri PayPal come opzione principale e Stripe/carta come alternativa. Per SaaS e abbonamenti B2B: Stripe come unico gateway. Per entrambi: verifica conformità PSD2 e SCA per pagamenti europei.

Domande frequenti

Sì, Stripe supporta account business italiani con partita IVA. La fatturazione è in euro e le commissioni sono competitive per carte europee.
No, ma averlo aumenta le conversioni del 10-15% su e-commerce B2C italiano perché molti clienti preferiscono pagare con il saldo PayPal.

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